XVII Congresso CSeRMEG

Costermano (Lago di Garda, Verona) 22-23 ottobre 2004

QUALITA' IN MEDICINA GENERALE: INDICATORI, SCENARI, TRAPPOLE.

 

La qualità “…deve essere uno stile, un metodo di lavoro,
un atteggiamento
culturale: non va raggiunta,
ma va praticata…”
(E.Parma).

 

Come si può qualificare, giudicare, valutare o autovalutare la pratica medica? E per quali scopi? I medici di medicina generale sono abituati a molti diversi termini attinenti alla valutazione della loro pratica. Dal punto di vista clinico, una buona pratica dovrebbe essere innanzitutto “evidence-based”; tuttavia effettuare un intervento di documentata efficacia non implica automaticamente che esso sia il migliore nel caso specifico, cioè che l’intervento giusto sia stato fatto al momento giusto, con la persona giusta, o che intervenire sia meglio di non fare nulla. Più recentemente si è diffuso anche il concetto di appropriatezza - in verità piuttosto vago - il cui fascino è offuscato dall’ampio uso che se ne è fatto, come sinonimo di “spesa contenuta”. E’ proprio la spesa (in particolare farmaceutica) l’unico “indicatore” su cui viene finora valutata la medicina generale, senza peraltro mai correlare la spesa al prodotto, per costruire almeno un rapporto costo-efficacia anziché un mero computo di uscite, come se fosse tutto in perdita. E le prospettive per il futuro non sono rosee: mentre si lascia mano libera a chi ha il potere e la possibilità di gonfiare domanda, liste e consumi, manca la capacità di comprendere, premiare e promuovere l’autonoma e specifica professionalità del medico di medicina generale, “terzo” rispetto ai due poteri che si contendono il campo: il mercato e le istituzioni sanitarie statali e regionali. Che genere di qualità si richiede alla medicina generale?

Il nuovo contratto dei medici di medicina generale inglesi ha portato anche in Italia a nuove ed originali riflessioni sulla qualità in medicina generale, ed è la prima volta che un contratto sottoscritto all’estero ha tanta risonanza da noi. Probabilmente lo stretto rapporto che c’è tra definizione di qualità e identificazione di ruolo, identità e compiti, evoca ai medici di medicina generale il miraggio di una via per ritrovare se stessi e la propria immagine professionale in un momento molto difficile per la medicina generale italiana. Tuttavia il modo di intendere la qualità nel contratto dei General Practitioners inglesi è a doppio taglio: si tratta di indicatori di performance clinica, fortemente orientati alla patologia, con scarsa considerazione degli aspetti più specifici della medicina generale, come ad esempio quelli identificati dalla recente Definizione Europea della Medicina Generale della Wonca.

“Qualità” è un termine sempre più al centro dell’attenzione in medicina. Quante qualità esistono? La qualità richiesta, la qualità esperita, la qualità percepita, la qualità attribuita, la qualità desiderata… I criteri per definirla possono cambiare a seconda del punto di vista del paziente, delle istituzioni o dei medici stessi? Il XVII Congresso dello CSeRMEG vuole riprendere ed allargare questo dibattito: qualità visibile e misurabile, con indicatori ben definiti, o qualità invisibile e intangibile, “specifica” della medicina generale e del suo particolare rapporto col paziente e con i suoi bisogni? Gli indicatori proposti nel contratto inglese sarebbero considerati validi anche da uno specialista del campo, ma il medico di medicina generale deve assumerne lo stile e i metodi? E se non deve invece rinunciare ad un suo stile professionale e ad un metodo più centrato sul paziente, che rapporto si costruisce tra questo e la performance clinica? Quali “indicatori” specifici per la medicina generale si possono pensare ed elaborare? Se ne può dimostrare l’effettivo rapporto con una pratica di qualità, che sia interesse dei pazienti, ma anche dei medici e delle istituzioni?

L’obiettivo del Centro Studi è innanzi tutto la necessità di salvaguardare l’autovalutazione compiuta dal medico con la riflessione sulla propria esperienza, quale strumento efficace nel cambiamento in senso migliorativo della pratica professionale sensato e non fine a se stesso, avvalendosi anche dell’individuazione di criteri, indicatori e standard, laddove possibile. Questo obiettivo rischia di essere sopraffatto dalla tentazione di seguire modelli di certificazione della medicina generale da parte di esterni, e dal coinvolgimento in progetti aziendali in cui la medicina generale si trova sempre più spesso ad essere inserita (anche suo malgrado) con fini di mero contenimento della spesa.

Il XVII Congresso dello CSeRMEG intende promuovere un confronto con altre Società Scientifiche e con tutti i partecipanti, ai quali si darà ampio spazio per presentare esperienze originali sul tema della qualità. Lo scopo è quello di dare ai medici di medicina generale strumenti e metodi idonei a rinforzarne la professionalità, le capacità di autovalutazione, la consapevolezza di ruolo e lo spirito di appartenenza ad una comunità scientifico-professionale di dimensione europea. Siamo convinti che solo difendendo i propri valori e elaborando propri progetti di sviluppo (ricerca, valutazione di qualità, peer-review, audit, formazione, elaborazione teorica) la medicina generale italiana possa avere ancora delle prospettive nell’ambito del Servizio Sanitario. Ciò significa che è principalmente compito degli stessi medici di medicina generale costruire il proprio futuro.

 

Programma del congresso:
Venerdì 22 Ottobre: Indicatori, scenari, trappole.

 

I sessione
Lo scenario della qualità (moderatori: Dr. G.Danti, Dr. T.Galopin)

* Lo scenario della qualità, gli indicatori e le trappole. Dr. M.Tombesi
* La performance dei medici e la responsabilità verso il Sistema sanitario - Il contratto dei GPs inglesi. Dr. Stephen M. Campbell (Research fellow - Università di Manchester)

 

II sessione
Interventi preordinati (moderatore Dr. G.Collecchia)

* Il questionario SWOT. Dr. P.Longoni
* Lo studio EUROPEP. Dr. M.Milano
* Lo studio R&P. Dr. V.Caimi

Comunicazioni libere
* Il valore del simbolo tra metafora e metonimia. Dal panopticon alla verifica di qualità. We have a dream. A.Recusani, D.Randi, G.Montagna
* Il posto delle qualità inespresse in Medicina Generale. F.Benincasa
* Analisi delle possibili metodologie di misurazione della relazione clinica in Medicina di Famiglia. E.Giordano, A. Matellicani

 

III sessione
La qualità in pratica: dalla valutazione agli obiettivi formativi
(moderatori: Dr. G.Danti, Dr.T.Galopin)

* L’esperienza della MG. Dr. M.Baruchello
* L’osservatorio CSeRMEG. Dr. F.Valcanover
* Il modello formativo. Dr. G.Parisi

Visita guidata ai poster (durante la pausa caffé)
(moderatori: M.Bosisio, M.Milano, N.Sartor)

* Benzodiazepine e Medicina di Cure Primarie. A.Del Carlo, P.Franceschi, G.Collecchia, G. Gavirani
* Impact of PACE on Physical Activity Mediators in Overweight/Obese Italian Patients. C.R.Nigg, M.Bolognesi, M.Massarini
* La produzione di un data base per il rischio cardiovascolare nelle cartelle cliniche dei Medici di Medicina Generale aderenti ad una cooperativa del Distretto di Carpi (Modena). P. Malavasi

 

IV sessione
Interventi preordinati (moderatore Dr. G.Collecchia)

* Il feedback di Medimax (self-audit sulla qualità al PC). Dr. L.Caraceni
* Il progetto Giano. Dr. M.Nejrotti e dr. G. Giustetto
* La formazione e l’audit a Verona. Dr.R.Rossi
* Net-audit: Audit in rete tra Medici di medicina generale. dr. M. Grassi

 

Comunicazioni libere

* Forme Associative e Qualità in Medicina Generale. M.Bussini
* Ricerca come formazione nella diagnosi di cefalea in MG. P.Franceschi, A.Del Carlo
* La classificazione dei problemi in medicina generale: proposta di un percorso classificativo per i problemi osteomioarticolari. S.Giovannoni, L.Polenzani, A.Bussotti, E.Messina
* Il linguaggio ambiguo della “qualità”. Ricadute sul contratto dei GP del NHS britannico. A.Donzelli, D.Sghedoni
* Un progetto orientato al miglioramento continuo della qualità in Medicina: il PICENUM study (Performance Indicators Continuous Evaluation as Necessity for Upgrade in Medicine). V.Landro, P.Misericordia, G.Olimpi, P.Simoni
* Il programma di miglioramento continuo della qualità dell’assistenza farmaceutica nella Provincia di Gorizia. L.Crapesi, R.Della Vedova, G.Latella, G.Pilati , S.Visintin
* Un progetto dellaRegione Emilia-Romagna: Progetto pilota di decentralizzazione della gestione della T.A.O. a Parma. G.Ercolini, A.Manotti, P.Schianchi, C.Manotti, C.Pattacini
* Linee guida in endoscopia digestiva per la Medicina Generale. A.Cefalo, D.Sghedoni, F.Carelli, G.Banchini, P.Moser, F.Cosentino
* Le linee guida come strumento di promozione dell’Evidence-Based Health Care l’esperienza in un distretto di Milano. S.Chirchiglia, P.Pane, F.Sinchetto

 

Dopo cena: Il salotto del Centro Studi
"I conflitti di interesse in medicina: discussione libera con il dr. Marco Bobbio"

 

Programma del congresso
Sabato 23 Ottobre - I riferimenti professionali della Medicina Generale.

 

I sessione
La qualità nella pratica (moderatori: Dr. G.Danti, Dr.T.Galopin)

* La qualità in medicina generale. Dr. V. Caimi
* La performance dei medici e la responsabilità verso il singolo paziente. Prof. Jan De Maeseneer (Università di Ghent, Belgio)

 

II sessione
Medicina generale e ricerca. Tavola rotonda
(moderatori: Dr. G.Danti, Dr.T.Galopin)

* Un obiettivo per la ricerca: costruire un ponte tra natura e cultura. Introduzione a cura del Dr. S.Bernabè
* Tavola rotonda con: Dr. S.Bernabè, Dr. G.Parisi, Dr. V. Caimi, Dr. G.Visentin, J De Maeseneer

 

III sessione
La qualità perseguita: il ruolo delle società scientifiche della medicina generale (moderatore Dr. M.Tombesi)

* Tavola rotonda con la partecipazione di:
* Dr. Ernesto Mola (ASSIMEFAC)
* Dr. Lino Gambarelli (CSeRMEG)
* Dr. Fiorenzo Corti (SIMeF)
* Dr. Nicola Renzo Laurora (SIMG)
* Dr. Filippo Zizzo (SNAMID & AIMEF)
* Dr. M.Baruchello (SIQuAS-VRQ)
* Dr. Brunello Gorini (Centro Regionale di Riferimento Veneto per la Medicina Convenzionata)

 

IV sessione
La qualità amministrata: tavola rotonda e dibattito con amministratori ed esponenti del mondo politico (moderatore Dr. G. Danti)