XIX Congresso CSeRMEG

Costermano (VR), 26-27 Novembre 2007

UNITA’ DI MEDICINA GENERALE:

la professione organizzata.

 

L’organizzazione del lavoro è sempre stata centrale nella riflessione scientifica e sindacale dei MMG. Più di vent’anni fa, lo CSeRMEG vi dedicava i suoi due primi congressi, seguendo l’esperienza delle poche medicine di gruppo, già allora fortemente attive pur senza meccanismi incentivanti.

In questi 20 anni, si potrebbe dire, è cambiato tutto e nulla.

Tutto, nel senso che la MG - quella “Accademia del fare” che è una vera Università diffusa sul territorio - si è evoluta sul piano scientifico, organizzativo e culturale, investendo risorse (intellettuali e finanziarie) per affrontare la gestione della cronicità e del rischio, assumendosi le sue responsabilità di fronte alla trasformazione della domanda di salute. Sensibile all’esigenza di razionalità ed efficienza clinica ed economica, la MG ha anche accettato crescenti carichi di lavoro, inclusi quelli amministrativi e burocratici, rischiando di esserne schiacciata nella sostanziale indifferenza delle politiche sanitarie, sempre pronte – retoricamente - a proclamarne la “centralità”.

Tuttavia, per altri versi, nulla (o quasi) è cambiato.

La MG rimane fondata, sul piano normativo e pratico, su modelli organizzativi minimali, vecchi di decenni: in primis quello della pratica individuale (tale rimane l’esercizio professionale, nonostante le varie forme di associazione, se manca lo sviluppo di una prassi collaborativa). Ancora prevale la modalità di risposta “a domanda”, mentre l’intervento attivo su “popolazioni di pazienti” sembra al medico della persona quasi un tradimento della sua mission. Ricerca e formazione, nelle diverse articolazioni, hanno infine spazi inadeguati.

Per iniziativa del Ministero della Salute e della FIMMG, è finalmente maturata l’intenzione di riordinare, addirittura di rifondare, la professione. Né va dimenticato che, al Congresso WONCA 2006 a Firenze, le Società di MG che avevano partecipato al Comitato scientifico definivano prioritaria la revisione dell’assetto strutturale ed organizzativo della Medicina Generale.

Ben più della proposta ministeriale, è quella della FIMMG che coglie aspetti rilevanti della professione e propone soluzioni per molti problemi irrisolti. Nel suo Congresso annuale, il 27-29 ottobre prossimi a Costermano del Garda, lo CSeRMEG si propone di esaminare come le pratiche professionali dei MMG possano trovare senso, coerenze e prospettive concrete sulla base del modello di Unità di Medicina Generale. In altre parole, una questione di corrispondenza tra forma e contenuto: quale professionalità sottostà all’ipotesi di rifondazione, e in che misura questo modello può rispecchiare la natura, il ruolo, gli obiettivi, le potenzialità - e anche le ambizioni - di una Medicina Generale consapevole delle sue responsabilità rispetto ai bisogni dei pazienti e dei soggetti deboli o a rischio.

Non si tratta quindi solo di cercare criticità nelle proposte, ma anche di affrontare le criticità e i limiti della professione stessa nei termini in cui viene attualmente praticata ed insegnata, anche esplorando gli immensi territori che la biologia ha recentemente descritto, ricchi di suggestioni per noi di enorme potenzialità. Molto a questo proposito è stato prodotto dallo CSeRMEG: non a caso il Congresso Wonca di Firenze si intitolava “Verso un nuovo Rinascimento della medicina”. La Medicina Generale ha bisogno di una rifondazione scientifica e professionale delle pratiche, cioè dei suoi contenuti, e di una riorganizzazione coerente che li sostenga. Perciò serve il contributo che le migliori esperienze e riflessioni disponibili nella MG possono fornire, avendo nella FIMMG un interlocutore attento e sensibile. Lo CSeRMEG raccoglie così l’invito di contribuire al dibattito che il Sindacato ha esplicitamente rivolto a tutta la professione e alle sue Società scientifiche.

 

Massimo Tombesi e Sergio Bernabè – CSeRMEG (Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale)

 

Programma del congresso

 

I sessione

La Medicina Generale nella professione che cambia. (Moderatore: Paolo Longoni)

* Coerenza fra pratica professionale e nuove forme organizzative (Paolo Longoni)

* Esperienze organizzative della Medicina Generale italiana:

* Emilia Romagna (Lino Gambarelli)

* Veneto Guglielmo Frapporti)

* Toscana (Romeo Zoli)

* Assetto giuridico e strategie organizzative, strutturali e gestionali delle forme associative (Antonio Di Malta)

 

II sessione

Organizzazione e pratica clinica. (Moderatore: Massimo Tombesi)

* Introduzione (Massimo Tombesi)

* Dal singolo ai gruppi di pazienti: gli ambulatori per problemi (Claudio Restelli)

* La collaborazione con l’infermiera professionale e la segretaria (Filippo Bianchetti)

* La valutazione della pratica professionale: dal self-audit alla ricerca (Massimo Tombesi)

 

III sessione

La formazione. (Moderatore: Fabrizio Valcanover)

* La formazione in Medicina Generale nel contesto europeo (a cura del gruppo Giotto, rappresentante italiano del Gruppo europeo Vasco de Gama; conducono David Fasoletti, Davide Luppi e Andrea Moser)

* Introduzione (Fabrizio Valcanover e Giuseppe Parisi)

* Tavola rotonda con medici che lavorano nella formazione specifica (Stefano Alice, Alessandro Bussotti, Paolo Colorio, Luigi Di Benedetto, Enrico Massa)

 

IV sessione

Riferimenti Professionali e organizzativi. (Moderatore Guido Danti)

* Introduzione (Guido Danti)

* Un progetto nato dalla “storia” del CSeRMEG: L’Unità di Medicina Generale di Pianezza (TO) (Sergio Bernabè, Francesco Benincasa)

* Le proposte sindacali di riorganizzazione della Medicina Generale: il Medico di Medicina Generale del futuro

* Maria Paola Volponi Responsabile Medicina Generale SMI

* Giuseppe Greco, Segreteria Nazionale FIMMG

 

V sessione

La ricerca in Medicina Generale: i progetti di ricerca dello CSeRMEG (Moderatore: Marina Bosisio)

* Lo studio TUCORI (Maria Milano)

* Lo studio sulla fragilità clinica della Regione Lombardia (Vittorio Caimi)

* L’Europreview Patient Study (Donatella Sghedoni)

* Lo Studio Italiano sulla Depressione in Medicina Generale (Guido Danti, Loretta Castellani, Chiara Roni)

* Lo studio Rischio e Prevenzione (R&P), il sottostudio sull’evitabilità degli eventi cardiovascolari (Massimo Tombesi, Marina Bosisio)